Impianti a biogas agricolo in Italia

12/06/2017

Arriva Jolly Cow, un microimpianto Biogas che Digerisce come i Bovini

Il processo biologico del micro Impianto Jolly Cow “mima” l’apparato digerente delle mucche, nel quale i villi intestinali rendono disponibile una grandissima superficie di scambio, consentendo di digerire giornalmente una quantità eccezionale di alimenti.
Grazie all’elevata efficienza è in grado di essere alimentato esclusivamente a reflui zootecnici con tempi di digestione estremamente veloci che permettono di ottenere una resa fino a due volte superiore rispetto ai tradizionali digestori, con costo di costruzione inferiore, maggiore disponibilità di calore, minori autoconsumi elettrici e un minore costo di manutenzione. Il micro impianto produce 20 kW elettrici e 35 kW termici, utilizzando per il suo funzionamento il 5% dell’energia prodotta.

 


 

04/03/2017

Biogas: entro il 2030 fino 8,5mld di metri cubi per l’Italia

“Gli attuali volumi di produzione ci rendono quarti nel mondo dopo Germania, Cina e Stati Uniti, ma la qualità del biogas ci regala direttamente il podio. Da un punto di vista prettamente qualitativo, infatti, il modello e disciplinare di produzione promosso dal Consorzio Italiano Biogas, denominato ‘Biogasdoneright®’ (Biogasfattobene), sembra avere pochi eguali al mondo. Tale modello, basato sull’uso prevalente di sottoprodotti e sui doppi raccolti, in modo da non essere in competizione con le produzioni alimentari e foraggere, consente di produrre di più in modo sostenibile, contribuendo al contempo alla crescita delle energie rinnovabili.”

 


 

17/01/2017

I dieci anni della CAT, la coop del biogas virtuoso

L’impresa agroenergetica di Correggio è la prima in Italia a esporre il marchio di certificazione “Biogasfattobene”

 


 

21/11/2016

Lanciano. Incidente centrale biogas: “divieto di utilizzare l’acqua”.

Si riporta questo articolo non tanto per alimentare le critiche circa la sostenibilità degli impianti a biogas, quanto piuttosto per riconoscere l’importanza di un buon progetto e di una buona gestione degli impianti affinché questi siano sostenibili dal punto di vista ambientale.

 


 

31/08/2016

2_skunk-1239764_640Aria irrespirabile, sindaci furiosi. Biogas: “non inquiniamo”

“A Sarno summit degli amministratori ma i titolari dell’impianto si difendono dalle accuse”

http://www.ottopagine.it/sa/attualita/89835/aria-irrespirabile-sindaci-furiosi-biogas-non-inquiniamo.shtml

 

 

Immagine: Pixabay


 

03/08/2016

Biogas, i nuovi impianti del gruppo Maccaferri

Legance Avvocati Associati, UniCredit e Banca Popolare di Milano insieme per un progetto di finanziamento del portafoglio di 6 impianti a biogas di società agricole partecipate dal Gruppo industriale Maccaferri.

http://www.dailygreen.it/green-economy/biogas-i-nuovi-impianti-del-gruppo-maccaferri/

 


 

03/08/2016

Prodotti chimici “speciali” per impianti di biogas: il nichel. Terrorismo informativo a servizio del marketing. A cura di Mario A. Rosato

In questo articolo, dunque, faremo chiarezza sul ruolo del nichel nei processi anaerobici, sulla sua nocività, e infine vedremo i vantaggi e gli svantaggi del chelato.

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/bio-energie-rinnovabili/2016/07/26/prodotti-chimici-quotspecialiquot-per-impianti-di-biogas-il-nichel/49600

 


 

18/07/2016

Biogas, si studiano incentivi per chi recupera l’azoto.

” […] Il progetto BIOGAS_N ha lo scopo di fornire il supporto tecnico scientifico per redigere la procedura per l’erogazione degli incentivi agli impianti a biogas. L’iniziativa servirà a fornire una panoramica delle tecnologie applicabili al trattamento del digestato, la definizione dei parametri da monitorare per la redazione di un corretto bilancio dell’azoto caricato in impianto e trattato, la realizzazione di un software gestionale corredato di un database delle biomasse comunemente utilizzate in digestione anaerobica.

“Dopo un lungo periodo di stallo, spiega Christian Curlisi, direttore di CIB – ora il nostro obiettivo è di definire il prima possibile i parametri richiesti per permettere a tutti i produttori di biogas, che hanno investito in tecnologie all’avanguardia per salvaguardare l’ambiente ed aumentare la fertilità dei terreni, di poter finalmente usufruire degli incentivi”. “

http://www.rinnovabili.it/energia/biomassa/biogas-si-studiano-incentivi-per-chi-recupera-lazoto/ 

 

Immagine: Pixabay


 

18/07/2016

“Prodotti chimici speciali per impianti di biogas: l’idossido ferrico. Guida per arrangiarsi da soli e risparmiare”. A cura di Mario A. Rosato

“[…] Dallo studio comparativo illustrato nella tabella 1 si desume che i prodotti “speciali per desolforare”, oltre a costare di più e contenere meno ferro attivo rispetto all’ossido ferrico standard, contengono diversi elementi nocivi, quali: cromo esavalente, piombo, mercurio, arsenico, tallio e rame.

Le concentrazioni di tali inquinanti, come dichiarate nelle schede tecniche dei rispettivi fornitori, sono inferiori ai limiti ammissibili nei fertilizzanti, ma si tratta comunque di impurità indesiderabili, la cui presenza è incongrua con i prezzi esosi praticati dai fabbricanti.
La calce viva, al pari dei composti ferrici, presenta lo svantaggio di essere scarsamente solubile in un mezzo acquoso, quindi anch’essa tende a precipitare sul fondo del digestore quando l’agitazione non è regolata adeguatamente. Tuttavia, rispetto ai composti ferrici, la calce costituisce una alternativa più conveniente.

La migliore opzione in assoluto, sia per risparmiare costi di gestione che per migliorare l’efficienza del processo di digestione anaerobica, è l’installazione di un’unità di desolforazione esterna al digestore poiché offre il vantaggio di rigenerare l’ossido ferrico, per ben quattro o cinque volte, semplicemente esponendo il solfuro ferrico all’aria.”

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/bio-energie-rinnovabili/2016/07/12/prodotti-chimici-quotspecialiquot-per-impianti-di-biogas-l-idrossido-ferrico/49592

 


 

18/07/2016

“Agricoltura: per la barbabietola nuovi sbocchi nel biogas, sperimentazioni in Veneto”

“La produzione di barbabietola da zucchero non funziona più e gli zuccherifici chiudono – spiega -. In Italia rimangono aperti solo gli zuccherifici della cooperativa Coprobi di Minerbio e Pontelongo, con il risultato di una consistente riduzione delle colture, che in Italia è scesa nell’ultimo decennio da 250 mila a 30 mila ettari”. “La sperimentazione delle bietole per utilizzo diverso si è appena conclusa e ha dato risultati ottimi: l’attività è remunerativa e presenta vantaggi agronomici, in quanto rappresenta un’ottima coltura da inserire in rotazione con mais e cereali. Dal punto di vista biologico, la bietola si caratterizza per la veloce digeribilità della sostanza secca e l’alta resa in metano, superiore al mais, negli impianti di biogas. La sua produzione lorda vendibile è, inoltre, elevata e quindi garantirebbe un’elevata sostenibilità economica”, spiega.”

http://www.meteoweb.eu/2016/07/agricoltura-per-le-barbabietole-nuovi-sbocchi-nel-biogas-sperimentazioni-in-veneto/714023/

 


 

30/06/2016

GE: Italy’s AB orders 115 Jenbacher engine for biogas projects

“GE’s Distributed Power business recently announced that AB, a globally leading combined-heat-and-power and biogas project developer based in Italy, has purchased 115 of GE’s high-efficiency Jenbacher Type 3 and Type 4 biogas engines. AB will offer the units to agricultural sector customers as a cost-effective alternative to upgrading existing engines at their sites.”

http://biomassmagazine.com/articles/13390/ge-italyundefineds-ab-orders-115-jenbacher-engines-for-biogas-projects

 


 

26/05/2016

E’ disponibile online il nuovo numero della rivista Biogas Informa, il periodico ufficiale del CIB

tra gli argomenti di questa uscita:

  • tutto sul nuovo decreto digestato,  biogas e aflatossine, la ricerca dice sì alla digestione anaerobica,  i soci del CIB  in udienza da Papa Francesco,   il report dell’assemblea annuale dei soci 2016 a Biogas Italy, la partenza delle filiera del biogas in Sicilia, le aziende socie CIB premiate a Bioenergy Italy, i prodotti “merdacotta”,  biometano, in Messico le auto fanno il pieno con il cactus,
  • …. e tanto altro

Per scaricare e leggere la versione online della rivista clicca qui

 


 

23/03/2016

Biogas da sanse e pastazzo di agrumi: risultati di un test in continuo

Interessante presentazione, a cura di Lorella Rossi del Centro Produzioni Animali di Reggio Emilia, relativa ad analisi di producibilità in biogas di diverse miscele di biomassa contenenti sansa e pastazzo

http://www.crpa.it/media/documents/crpa_www/Convegni/20131106_ecomondo_RN/ROSSI_Test_DA_Sanse_07_11_13.pdf

 


 

23/03/2016

“Agrumi, un progetto innovativo per il riciclo in chiave energetica del pastazzo”

Perché nasce l’impianto pilota

Nasce dall’esigenza di:

  • provare le condizioni tecniche e le miscele di biomasse locali migliori per massimizzare l’utilizzo del pastazzo di agrumi nella produzione di biogas, risolvendo in modo remunerativo un potenziale problema       economico e ambientale;
  • far conoscere alle aziende della filiera degli agrumi le potenzialità di uno strumento che produca biogas da biomasse con alta percentuale di pastazzo di agrumi.

Oggi, infatti, smaltire oltre 340 mila tonnellate di pastazzo prodotte mediamente ogni anno, costa alla filiera oltre 10 milioni di euro (30 euro/tonnellata). Un impianto capace di valorizzare pastazzo di agrumi, altri sottoprodotti delle filiere agroalimentari mediterranee (sansa, vinacce, ecc) e colture in rotazione o secondi raccolti può fornire, ad esempio, 500 normal metri cubi di biogas ed attivare un generatore in grado di produrre 1 MW di energia elettrica, sufficiente per alimentare in media il consumo di 333 abitazioni. L’obiettivo è di estendere il progetto all’intera Regione: è stato, infatti, calcolato che per risolvere il problema dei residui agrumicoli in Sicilia basterebbero solo 20 digestori come quello sopra descritto.”

​http://www.siciliaagricoltura.it/2015/04/11/agrumi-un-progetto-innovativo-per-il-riciclo-in-chiave-energetica-del-pastazzo/


 

23/03/2016

“PRODUZIONE DI BIOGAS DAGLI SCARTI DELLA LAVORAZIONE DEGLI AGRUMI”

Tesi di Laurea in Valorizzazione biotecnologica dei rifiuti e degli effluenti organici presso l’Università di Bologna

“Attualmente, infatti, il pastazzo di agrumi viene  utilizzato  come  fertilizzante  in  agricoltura,  come  mangime  per  animali, additivo  per  alimentazione  umana,  compost,  come  fonte  di  sostanze  ad  alto valore  aggiunto.    Ma  nessuna  di  queste  soluzioni  è  stata  sinora  in  grado  di assorbire l’ingente quantitativo prodotto in Sicilia. Di recente il pastazzo è stato però  individuato  come  componente  nella  produzione  di  biogas,  avviando  un processo  virtuoso  di  recupero  degli  scarti  che,  oltre  a  generare  un  ritorno economico,  contribuisce  a  generare  energia  elettrica  e  termica  rinnovabile.

Un esempio di tale applicazione è l’impianto di produzione di biogas Nuova Scala di Mussomeli  in  provincia  di  Caltanissetta,  che  tratta,  oltre  al  pastazzo  di  agrumi, anche insilato di sulla, silomais, pollina e sansa di olive.

[…]

un  impianto  in  cui giornalmente  si  immetterebbero  esclusivamente  142  t  di pastazzo presenterebbe un ingente quantitativo di acidi e quindi un PH molto basso, provocando acidosi e inibizione dei batteri, rendendo impossibile il processo di digestione anaerobica;

[…]

Immettendo in input solo pastazzo sarebbe necessario quindi  additivare  chimicamente l’alimentazione,  ma  in  tal  caso  non  si parlerebbe più di “biogas”, ma di “chimic-gas”. Concludendo, il pastazzo  di agrumi  può  essere  utilizzato  semplicemente  come  additivo  o come  un componente  di  un  certo  mix  di  matrici  diverse,  come  di  fatto  avviene nell’impianto in questione.”

http://amslaurea.unibo.it/7926/1/Silvia_Interlandi_tesi.pdf


 

23/03/2016

Pastazzo d’agrumi: da problema a risorsa

“Il pastazzo è quel residuo umido che resta al termine della produzione industriale di succo di agrumi e che rappresenta circa il 50% del peso della frutta processata. Secondo quanto affermato al seminario, il dato aggiornato si attesterebbe a circa 1 milione di tonnellate l’anno di pastazzo prodotto in Italia.

​[…]​

Un rifiuto ingombrante, insomma, che finora ha rappresentato un grosso problema per l’intera filiera agrumicola a causa dei suoi elevati ed imprevedibili costi di smaltimento. 

Si è cercato di riutilizzarlo come fertilizzante in agricoltura e come mangime per animali, additivo per alimentazione umana o compost (con un lentissimo processo di trasformazione).

Nessuna di queste soluzioni tuttavia è in grado di assorbire l’ingente quantitativo prodotto in Sicilia cosicché le aziende, impossibilitate ad affrontare gli elevati costi di smaltimento, in alcuni casi hanno commesso illeciti che, oltre a provocare danni ambientali, hanno avuto conseguenze civili e penali per gli amministratori.

Le cose però stanno cambiando e di recente il pastazzo d’agrumi è oggetto di un processo di rivalutazione volto a mettere in luce il suo potenziale.

[…]

Da problema a risorsa, il pastazzo è stato individuato come componente nella produzione di biogas, dando vita ad un circolo virtuoso di recupero degli scarti che, oltre a generare un ritorno economico, contribuisce a generare energia elettrica e termica rinnovabile.

Il progetto del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia con il finanziamento non condizionato di The Coca-Cola Foundation, per citarne uno, si inserisce proprio in questo filone.

[…]

L’obiettivo del Progetto è la messa a punto di prototipi industriali e l’elaborazione di apposite linee guida che rendano sostenibili gli usi tradizionali del pastazzo.

L’attività di ricerca e sviluppo industriale sperimentale, servirà a valutare l’idoneità e la fattibilità dell’uso del pastazzo per l’alimentazione umana, la valorizzazione del residuo solido di depolpatori, la produzione di ammendante, il trattamento naturale delle acque reflue agrumariee la produzione di tessuti.​”

 

http://www.orangefiber.it/pastazzo-dagrumi-da-problema-a-risorsa/


 

13/03/2016

Fabbrica della Bioenergia

Continuano gli incontri a due organizzati da Fabbrica della Bioenergia,  rivolti a quanti abbiano interesse ad approfondire con esperti temi legati al mondo del biogas.

Gli incontri, gratuiti, hanno durata di 15 minuti, per ogni data possono essere prenotati un massimo di due incontri,  su due temi diversi.

Prossimo incontro: 17 marzo 2016

Come partecipare: cliccare QUI scegliendo l’orario disponibile, il tema di interesse e compilando i campi richiesti

Per maggiori informazioni scrivere a info@fabbricabioenergia.it

 

La Fabbrica della Bioenergia è un centro di competenze nato attraverso un’iniziativa co-finanziata da Fondazione Cariplo, con capofila Provincia di Cremona e partners Politecnico di Milano, referente scientifico ed operativo, Camera di Commercio di Cremona, ERSAF e Comune di Cremona.”

 

Video di presentazione della Fabbrica della Bioenergia:

https://www.youtube.com/watch?v=CuIMwN1BDRo

 


 

07/03/2016

Boom delle rinnovabili: 43 impianti biogas

2012-05-13_Nordsee-Luftbilder_DSCF8566I dati al convegno italo-tedesco: producono il 18 per cento del fabbisogno energetico in provincia. «Mantova è una provincia molto interessante per il settore del biogas e del biometano – ha confermato Jörg Buck, consigliere delegato della Camera di commercio italo-tedesca – l’Italia ormai si può considerare partner alla pari con la Germania nel campo delle rinnovabili. Per quanto concerne il biogas la Germania è la prima produttrice al mondo, con 7.700 impianti, davanti alla Cina, ma l’Italia è al terzo posto, con 1.200 impianti e un gigawatt di energia prodotta, il 10% del totale nazionale. Il settore crea dodicimila posti di lavoro e l’obiettivo è quello di raddoppiare entro il 2030, con altri mille impianti sul vostro territorio».

http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2016/03/04/news/boom-delle-rinnovabili-43-impianti-biogas-1.13069206

 

Immagine Wikipedia

 


 

07/03/2016

“Via Libera al Decreto Digestato” e “Direttiva Nitrati: ok alla Deroga per Lombardia e Piemonte”

Biogas“LE NOVITÀ a) possibilità di utilizzare agronomicamente il digestato frutto della digestione anaerobica degli effluenti di allevamento e di una serie di materie tra cui scarti vegetali e alcuni scarti dell’agroindustria; b) bipartizione del digestato in agrozootecnico e agroindustriale; c) divieto di utilizzazione agronomica del digestato prodotto da colture che provengano da siti inquinati; d) possibilità per le Regioni di modificare il periodo obbligatorio di 60 giorni di divieto di spandimento degli effluenti, a seconda delle condizioni climatico-ambientali; e) introduzione di una graduale limitazione all’uso di colture no-food alternative all’utilizzazione agricola dei terreni coltivati; f) calcolo dell’azoto tramite l’effettivo fabbisogno delle colture”

“Ok della Commissione europea alla deroga sull’applicazione della Direttiva nitrati per Lombardia e Piemonte. Le due Regioni potranno così innalzare il tetto di N/ha nell’utilizzo degli effluenti di allevamento come fertilizzanti, da 170 kg/ha a 250 kg/ha nelle zone vulnerabili ai nitrati fino a tutto il 2019.”

http://www.consorziobiogas.it/Content/public/attachments/259-articolo%20Bignami%20TV%209%20-%202016.pdf

 

Immagine Wikipedia

 


 

07/03/2016

“Preoccupazione per lo sversamento di digestato di un impianto a biogas nel torrente Carsia”

Il presente articolo vuole evidenziare uno dei rischi in cui può incorrere un impianto a biogas e le misure che vengono adottate per mitigarne l’impatto e quelle messe in atto per misurarlo.
http://www.greenreport.it/news/energia/preoccupazione-per-lo-sversamento-di-digestato-di-un-impianto-a-biogas-nel-torrente-carsia/

 


23/02/2016

Avviato primo impianto a biogas 2016

http://eliopig.it/avviato-primo-impianto-biogas-2016/

Avviato il primo impianto biogas Eliopig 2016. Immessi nella rete nazionale nuovi 249 kW da reflui zootecnici!!

 


23/02/2016

Biogas: produrre energia dalle bucce di arancia

http://rugiadapoint.it/articoli/1902168057/biogas-produrre-energia-dalle-bucce-di-arancia

Il pastazzo di agrumi è da sempre stato utilizzato come fertilizzante per l’agricoltura, mangime per gli animali, additivo per l’alimentazione umana; nessuna di queste soluzioni però ha garantito l’assorbimento totale del quantitativo prodotto in Sicilia. La soluzione ottimale è arrivata dal biogas: BTS Biogas ha pensato infatti di valorizzare gli scarti della lavorazione di agrumi per alimentare un impianto di biogas e generare energia elettrica e termica rinnovabile.

Una dimostrazione di tale applicazione è l’impianto di biogas da 1 MW, installato presso l’azienda agricola Nuova Scala di Mussomeli in provincia di Caltanissetta, che ha saputo cogliere le opportunità del mercato del biogas trattando oltre al pastazzo di agrumi anche insilato di sulla, silomais, pollina e sansa di olive.

 


23/02/2016

Nuovo impianto a Cremona alimentato con deiezioni bovine

http://sebigas.it/index.php?option=com_content&view=article&id=179:nuovo-impianto-a-cremona-alimentato-con-deiezioni-bovine&catid=10&Itemid=973&lang=it

Sono iniziati a dicembre i lavori di opera civile del nuovo impianto SEBIGAS a Gombito, in provincia di Cremona. L’azienda agricola Donzelli, proprietaria dell’impianto, ha un allevamento di bovini da latte ed ha avuto l’idea vincente di far confluire, tramite tubazioni sotterranee, le deiezioni di altri allevamenti per alimentare un unico impianto biogas con potenza installata pari a 600 kW.

 


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